Volantino della FLC CGIL
sabato 30 aprile 2011
Prossima Riunione Coordinamento Docenti
Giovedì 5 maggio, dalle ore 15.00 alle ore16.30,
Liceo Scientifico “G. Alessi”
via R. D'Andreotto,19 - Perugia
Odg:
verifica iniziativa blocco viaggi d'istruzione,
prove INVALSI,
varie.
Liceo Scientifico “G. Alessi”
via R. D'Andreotto,19 - Perugia
Odg:
verifica iniziativa blocco viaggi d'istruzione,
prove INVALSI,
varie.
lunedì 25 aprile 2011
Per il prossimo anno scolastico previsti 1070 posti in meno per i docenti in Umbria
Tutti i dati relativi al prossimo anno scolastico sono reperibili all'indirizzo
http://istruzione.umbria.it/news2011/organico/riparto_regionale_2011_2012.pdf
Precari: boicottiamo libri case editrici Berlusconi
In risposta frasi premier sui rischi frequenza istituti pubblici
Roma, 22 apr. (TMNews) - Boicottare i libri scolastici prodotti dalle case editrici facenti capo al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che nelle scorse settimane ha associato la scuola pubblica al rischio di imbattersi in insegnanti di sinistra "che inculcano ideologie e valori diversi dal quelli della famiglia". L'iniziativa è di un gruppo di docenti, facenti capo alle associazioni dei precari, che, a pochi giorni dai consigli di classe durante i quali si decideranno i testi del prossimo anno scolastico, stanno invitando i colleghi a non adottarne una precisa parte: l'invito comprende, oltre alle motivazioni della scelta, anche l'elenco delle case editrici in qualche modo legate al premier Berlusconi.
"Il capo di governo - scrivono i promotori dell'iniziativa nel testo diffuso anche via internet - ci ha accusati di corrompere i giovani. Ora, più moderatamente, ha detto che "inculchiamo" valori diversi da quelli delle famiglie" e che "i libri di testo in uso nella scuola, a suo dire, sono "comunisti". Però un buon numero di case editrici scolastiche sono di sua proprietà; un altro gruppo sono di Rcs: Bompiani, La Nuova Italia, Sansoni, Garzanti, Fabbri; altre due, piuttosto importanti, sono di orientamento cattolico: La Scuola, Sei".
Come si fa, continuano i docenti precari, ad "adottare libri che fanno fare profitti a chi" denigra la nostra categoria e "ci ha negato il rinnovo del contratto di lavoro, ci ha bloccato lo stipendio da anni e per anni, ha lasciato e lascerà senza lavoro migliaia di colleghi".
La lista "nera" delle case editrici che i docenti precari consigliano di boicottare comprende tutte quelle appartenenti al gruppo Mondadori: A. Mondadori Scuola, C. Signorelli Scuola, Einaudi Scuola, Electa Scuola, Juvenilia Scuola, Le Monnier Scuola, Minerva Scuola, Mursia Scuola, Piemme Scuola, Poseidonia Scuola, Salani Narrativa, Scuola & Azienda.
venerdì 18 marzo 2011
Da La Repubblica 18 marzo 2011
Il giallo delle prove Invalsi
scricchiola il "sistema Gelmini"
Le prove per testare il livello di preparazione degli alunni italiani in programma a maggio, ma restano i dubbi sulla loro obbligatorietà e i cobas hanno lanciato una campagna che le contesta. I dubbi dell'avvocato dello Statodi SALVO INTRAVAIA
Le scuole hanno l'obbligo fare svolgere agli alunni delle scuole elementari (seconda e quinta), medie (prime) e superiori (seconda) le prove predisposte dall'Invalsi annualmente, ma gli insegnanti della scuola non hanno nessun obbligo di somministrare i questionari, di compilare le relative schede, né tanto meno di sorvegliare le classi durante lo svolgimento delle prove. Si tratterebbe, per i docenti, di lavoro straordinario che il capo d'istituto dovrebbe trovare il modo di retribuire con un compenso a parte. Se tutti i docenti a maggio si rifiutassero di "collaborare" con l'Invalsi, con quale personale potrebbe assicurare lo svolgimento delle prove il dirigente scolastico?
Ma c'è di più: le scuole non hanno fondi da distribuire per un'attività che non è contemplata nel contratto di lavoro degli insegnanti e che non si saprebbe neppure come classificare. Secondo i Cobas, che stanno portando avanti una campagna nelle scuole per fare saltare le prove, "tutto il lavoro richiesto ai docenti per la somministrazione dei test non è obbligatorio". Tutte le operazioni connesse con i test Invalsi comportano un lavoro aggiuntivo che non rientra fra i compiti "obbligatori" del docente e che, quindi, non è tenuto a svolgerlo. I docenti che decidessero di accettare tale compito aggiuntivo devono comunque essere remunerati con il fondo di istituto.
Linea sostanzialmente confermata dall'avvocato dello Stato, Laura Paolucci, in una missiva pubblicata sul sito dell'Ufficio scolastico regionale del Piemonte: le prove sono obbligatorie per le scuole e il collegio dei docenti non ha nessun potere di deliberare in merito. Gli obblighi di lavoro dei docenti sono articolati in "attività di insegnamento" e "attività funzionali all'attività di insegnamento". La somministrazione delle prove Invalsi non può essere considerata, ovviamente attività di insegnamento, né attività funzionale, in quanto il contratto le elenca. E tra queste troviamo: la preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; la correzione degli elaborati; la cura dei rapporti individuali con le famiglie. Ma anche la partecipazione ai consigli di classe, ai collegi dei docenti, i ricevimenti con le famiglie e gli scrutini.
Di eventuali prove, come quelle Invalsi, non vi è traccia. Ma alcuni presidi contano di aggirare l'ostacolo organizzando la somministrazione delle prove durante le ore di lezione. E' possibile, in questo modo, risolvere il problema? Gli insegnanti, a questo punto, sono obbligati a svolgere un'attività diversa da quelle previste dalla cosiddetta "funzione docente"? La questione non mancherà di aprire altre polemiche, almeno fino a maggio.
Ma è l'intero sistema di valutazione messo in piedi dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che nel complesso scricchiola. Il milleproroghe ne ha disegnato l'architettura in questo modo: l'Indire (l'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa), che si occuperà della valutazione degli insegnanti; l'Invalsi, che testa la preparazione degli alunni, e il "corpo ispettivo", che valuterà le scuole e i dirigenti scolastici. Un sistema che si regge su "tre gambe".
Ma l'Invalsi, prima gamba del sistema di valutazione, è zoppa: potrebbe avere in futuro difficoltà a somministrare le prove agli alunni, perché nel contratto dei docenti non è previsto nessun impegno in tal senso. La seconda gamba, l'Indire, non c'è. E' stato chiuso con la finanziaria e nel 2007 e l'altro istituto, l'Ansas (l'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica) - che secondo i decreti del ministro Gelmini dovrebbe svolgere un ruolo di consulenza riguardo ai progetti sul merito lanciati a Milano, Napoli e Torino, per gli insegnanti, e a Siracusa, Pisa e Cagliari, per le scuole - è stato prorogato di un anno, ma non ha tra le sue competenze quelle di valutare scuole e insegnanti. Insomma, un pasticcio.
La cosa è emersa in commissione Cultura al Senato qualche giorno fa. "Pur prendendo atto - ha dichiarato il sottosegretario Giuseppe Pizza - delle dichiarazioni rese dal rappresentante del governo in commissione, secondo cui si tratta di un errore tecnico, resta da chiarire se è intenzione del governo attribuire all'Ansas anche compiti di valutazione ovvero modificare diversamente la norma sul milleproroghe".
C'è poi il corpo ispettivo, la terza gamba, che però ha il personale ai minimi termini. E il concorso in fase di svolgimento si preannuncia in salita: per un pasticcio nel bando, tantissimi esclusi ai test di ammissione si sono rivolti al Tar e la selezione, che comunque vadano le cose non si completerà prima di un anno, potrebbe subire uno stop, lasciando il sistema zoppo anche della terza gamba.
domenica 13 marzo 2011
giovedì 10 marzo 2011
IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA E DELLA COSTITUZIONE
Aderiamo alla manifestazione che si terrà a
Perugia in piazza della Repubblica
il 12 marzo alle ore 16.00
Il 12 marzo in tutta Italia si manifesterà, un atto critico che è anche l’espressione di una riflessione amara. La scuola descritta nella Costituzione, la scuola pubblica, libera, laica, pluralista sta scomparendo.
A causarne il tracollo graduale, le sempre più evidenti difficoltà dovute ad anni di incuria e abbandono: nell’ultimo periodo, poi, si sono susseguiti interventi politici dagli effetti disastrosi, fatti di tagli indiscriminati alle risorse ed al personale. La scuola pubblica è stata trattata come un pachidermico, dispendioso ed, in definitiva, inutile residuato di un passato remoto, da razionalizzare e ridurre fino all’osso.
Da lavoratori della scuola ci chiediamo: come si può pensare che essa rappresenti un peso morto per la società, nient’altro che uno spreco di risorse come ci viene descritto?
A chi ha dimenticato e continua a dimenticare il ruolo fondamentale della scuola nella costruzione di uno stato democratico non possiamo che riproporre le parole della Costituzione.
Essa afferma che l’arte e la scienza devono essere libere, libero ne deve essere l’insegnamento.
Che la scuola deve essere aperta a tutti.
Che l’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita.
Che i capaci ed i meritevoli hanno diritto all’istruzione adeguata.
Che allo stato spetta il compito di consentire e promuovere queste condizioni.
Coordinamento Docenti per la Scuola Pubblica Perugia
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