venerdì 5 novembre 2010
giovedì 4 novembre 2010
ASSEMBLEA CITTADINA DEL 4 Novembre - Intervento di uno studente del Liceo Alessi
Docenti, Studenti, Genitori, Ricercatori,
sono qui, insieme a Voi, a nome dei compagni del Liceo Scientifico Alessi, di cui frequento il quarto anno, per testimoniare quanto, anche da parte della componente studenti, il disagio provocato dai decreti dell’ Onorevole Ministro Gelmini e di tutto l’ Esecutivo si faccia sentire.
Ritengo che l’ opera che l’ attuale Governo sta conducendo nei confronti della Scuola Pubblica abbia costretto sia noi Studenti che voi Insegnanti a sottoscrivere tacitamente un accordo: quello di andare avanti, voi soltanto per ricevere lo stipendio, e noi soltanto per ottenere la promozione all’ anno successivo, nella speranza di superare l’ Esame di Stato. Ci viene negata, infatti, la possibilità di compiere il nostro dovere con l’ interesse, la passione, la buona volontà e l’ orgoglio di appartenere, ciascuno nei propri ruoli, alla Scuola Pubblica di uno dei Paesi che è degno di avere i propri Rappresentanti ad un tavolo come quello del G8.
Carissimi Docenti, accanto al vostro lavoro, che tutti sappiamo essere fortemente subordinato alla passione per la condivisione della cultura e con riconoscimenti economici tra i più bassi rispetto agli standard Europei, c’ è la nostra fatica quotidiana, che spesso non viene presa in considerazione, ed anzi, veniamo etichettati come “fannulloni” da esponenti del Governo quando decidiamo di far sentire la nostra protesta. In realtà, sedute dietro ai banchi di scuola, ci sono persone che vorrebbero cercare, anche attraverso l’ apprendimento della cultura, di garantirsi un futuro valido, possibilmente con qualche soddisfazione! Non quello che si sogna da bambini, con il castello incantato e con il principe azzurro, ma almeno con la possibilità di non dover necessariamente aspettare fino a quarant’ anni per poter ottenere un contratto a tempo indeterminato, e quindi avere la possibilità concreta di sistemarsi e, se ci è concesso, di dare vita ad una Famiglia! Invece, il nostro futuro si fa sempre più buio, le certezze non hanno più un loro campo di esistenza, vorremmo investire non sapendo cosa raccoglieremo. Ed anche questo ci viene negato!
È assurdo che, attraverso Decreti Legge o Circolari Ministeriali, si tolga ad un intera generazione, quella che rappresenterà il futuro del Paese, la possibilità di costruire un qualcosa di certo, tagliando 8 Miliardi alla Scuola Pubblica.
Afferma Claudio Tucci nel “Il Sole 24 Ore” del 7 settembre 2010:
“L'Italia investe ancora poco (e male) in istruzione. La certificazione arriva dall'annuale rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che rielabora dati 2007 e 2008. Roma spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche contro una media Ocse del 5,7 per cento. Solo la Repubblica Slovacca spende meno tra i Paesi industrializzati. Complessivamente, la spesa pubblica nella scuola (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) é pari al 9% della
spesa pubblica totale, il livello più basso tra i Paesi industrializzati (13,3% la media Ocse) e l'80% della spesa corrente è assorbito dalle retribuzioni del personale, docente e non, contro il 70% medio nell'Ocse. La spesa media annua complessiva per studente é peraltro di 7.950 dollari, non molto lontana dalla media (8.200), ma focalizzata sulla scuola primaria e secondaria a scapito dell'università dove la spesa media per studente inclusa l'attività di ricerca in Italia è di appena 8.600 dollari contro i quasi 13mila Ocse”.
Di concreto, la mia classe, nei soli mesi di Settembre e Ottobre, in soli 42 giorni di lezione, ha perso ben 16 ore, in media più di una ogni 3 giorni, a causa di assenze degli Insegnanti più che giustificate, ma che non possono essere sostituite perché, come saprete meglio di me, non esistono più le famose “ore a disposizione”! Vantiamo, nel nostro Liceo ben 3 laboratori di Fisica e 2 di Scienze, che però possono essere utilizzati solo alternatamente perché possiamo permetterci un solo tecnico! Una biblioteca praticamente inutilizzata e, di fatto, inutilizzabile! Non abbiamo diritto ad una fotocopia, se non tramite i Professori, quando viviamo da vicino la situazione della scuola svedese in cui un alunno ha diritto a 500 fotocopie annuali, più quelle fatte dagli Insegnanti! Inoltre, la cosa più grave e che più ci disamora, è il vedere un’ Istituzione della quale abbiamo fiducia, quella in cui riponiamo il nostro futuro, vivere in un clima di totale malinconia e disagio, che non rende proficuo neanche il lavoro di docenti e studenti che, nonostante l’ opera di Smantellamento dell’ attuale Governo, vogliono tuttavia continuare a portare avanti la loro missione o il loro investimento sul futuro.
E in più, ci vuole essere negato anche il diritto alla protesta! Cito Salvo Intravaia in “La Repubblica.it” del 23 ottobre:
“Criticare pubblicamente la riforma Gelmini può costare ai dirigenti scolastici fino a tre mesi di stipendio. Da oggi, i capi d'istituto dovranno stare attenti a esprimere la propria opinione in pubblico o sui media. Se infatti le loro dichiarazioni dovessero essere considerate lesive dell'immagine dell'amministrazione potrebbe scattare la "sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino a un massimo di tre mesi". Il codice Brunetta ("Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni"), recepito anche per i presidi, non ammette dichiarazioni pubbliche che vadano a "detrimento dell'immagine della pubblica amministrazione”. Conclude poi Intravaia:
“Criticare pubblicamente la riforma Gelmini è da considerarsi "lesivo dell'immagine della pubblica amministrazione" o semplice manifestazione della libertà di pensiero?”
Penso che tutto questo sfiori i limiti dell’ indecenza! È’ per questo che a gran voce noi studenti proclamiamo il nostro dissenso, ci opponiamo a questo scempio e proponiamo di urlare tutti insieme il nostro NO, attraverso qualsiasi mezzo, lecito o meno, reputando in tali necessità più che legittima la filosofia Machiavelliana!
Francesco Brizioli, Liceo Scientifico Alessi
sono qui, insieme a Voi, a nome dei compagni del Liceo Scientifico Alessi, di cui frequento il quarto anno, per testimoniare quanto, anche da parte della componente studenti, il disagio provocato dai decreti dell’ Onorevole Ministro Gelmini e di tutto l’ Esecutivo si faccia sentire.
Ritengo che l’ opera che l’ attuale Governo sta conducendo nei confronti della Scuola Pubblica abbia costretto sia noi Studenti che voi Insegnanti a sottoscrivere tacitamente un accordo: quello di andare avanti, voi soltanto per ricevere lo stipendio, e noi soltanto per ottenere la promozione all’ anno successivo, nella speranza di superare l’ Esame di Stato. Ci viene negata, infatti, la possibilità di compiere il nostro dovere con l’ interesse, la passione, la buona volontà e l’ orgoglio di appartenere, ciascuno nei propri ruoli, alla Scuola Pubblica di uno dei Paesi che è degno di avere i propri Rappresentanti ad un tavolo come quello del G8.
Carissimi Docenti, accanto al vostro lavoro, che tutti sappiamo essere fortemente subordinato alla passione per la condivisione della cultura e con riconoscimenti economici tra i più bassi rispetto agli standard Europei, c’ è la nostra fatica quotidiana, che spesso non viene presa in considerazione, ed anzi, veniamo etichettati come “fannulloni” da esponenti del Governo quando decidiamo di far sentire la nostra protesta. In realtà, sedute dietro ai banchi di scuola, ci sono persone che vorrebbero cercare, anche attraverso l’ apprendimento della cultura, di garantirsi un futuro valido, possibilmente con qualche soddisfazione! Non quello che si sogna da bambini, con il castello incantato e con il principe azzurro, ma almeno con la possibilità di non dover necessariamente aspettare fino a quarant’ anni per poter ottenere un contratto a tempo indeterminato, e quindi avere la possibilità concreta di sistemarsi e, se ci è concesso, di dare vita ad una Famiglia! Invece, il nostro futuro si fa sempre più buio, le certezze non hanno più un loro campo di esistenza, vorremmo investire non sapendo cosa raccoglieremo. Ed anche questo ci viene negato!
È assurdo che, attraverso Decreti Legge o Circolari Ministeriali, si tolga ad un intera generazione, quella che rappresenterà il futuro del Paese, la possibilità di costruire un qualcosa di certo, tagliando 8 Miliardi alla Scuola Pubblica.
Afferma Claudio Tucci nel “Il Sole 24 Ore” del 7 settembre 2010:
“L'Italia investe ancora poco (e male) in istruzione. La certificazione arriva dall'annuale rapporto Ocse, presentato oggi a Parigi, che rielabora dati 2007 e 2008. Roma spende il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche contro una media Ocse del 5,7 per cento. Solo la Repubblica Slovacca spende meno tra i Paesi industrializzati. Complessivamente, la spesa pubblica nella scuola (inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti) é pari al 9% della
spesa pubblica totale, il livello più basso tra i Paesi industrializzati (13,3% la media Ocse) e l'80% della spesa corrente è assorbito dalle retribuzioni del personale, docente e non, contro il 70% medio nell'Ocse. La spesa media annua complessiva per studente é peraltro di 7.950 dollari, non molto lontana dalla media (8.200), ma focalizzata sulla scuola primaria e secondaria a scapito dell'università dove la spesa media per studente inclusa l'attività di ricerca in Italia è di appena 8.600 dollari contro i quasi 13mila Ocse”.
Di concreto, la mia classe, nei soli mesi di Settembre e Ottobre, in soli 42 giorni di lezione, ha perso ben 16 ore, in media più di una ogni 3 giorni, a causa di assenze degli Insegnanti più che giustificate, ma che non possono essere sostituite perché, come saprete meglio di me, non esistono più le famose “ore a disposizione”! Vantiamo, nel nostro Liceo ben 3 laboratori di Fisica e 2 di Scienze, che però possono essere utilizzati solo alternatamente perché possiamo permetterci un solo tecnico! Una biblioteca praticamente inutilizzata e, di fatto, inutilizzabile! Non abbiamo diritto ad una fotocopia, se non tramite i Professori, quando viviamo da vicino la situazione della scuola svedese in cui un alunno ha diritto a 500 fotocopie annuali, più quelle fatte dagli Insegnanti! Inoltre, la cosa più grave e che più ci disamora, è il vedere un’ Istituzione della quale abbiamo fiducia, quella in cui riponiamo il nostro futuro, vivere in un clima di totale malinconia e disagio, che non rende proficuo neanche il lavoro di docenti e studenti che, nonostante l’ opera di Smantellamento dell’ attuale Governo, vogliono tuttavia continuare a portare avanti la loro missione o il loro investimento sul futuro.
E in più, ci vuole essere negato anche il diritto alla protesta! Cito Salvo Intravaia in “La Repubblica.it” del 23 ottobre:
“Criticare pubblicamente la riforma Gelmini può costare ai dirigenti scolastici fino a tre mesi di stipendio. Da oggi, i capi d'istituto dovranno stare attenti a esprimere la propria opinione in pubblico o sui media. Se infatti le loro dichiarazioni dovessero essere considerate lesive dell'immagine dell'amministrazione potrebbe scattare la "sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino a un massimo di tre mesi". Il codice Brunetta ("Comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni"), recepito anche per i presidi, non ammette dichiarazioni pubbliche che vadano a "detrimento dell'immagine della pubblica amministrazione”. Conclude poi Intravaia:
“Criticare pubblicamente la riforma Gelmini è da considerarsi "lesivo dell'immagine della pubblica amministrazione" o semplice manifestazione della libertà di pensiero?”
Penso che tutto questo sfiori i limiti dell’ indecenza! È’ per questo che a gran voce noi studenti proclamiamo il nostro dissenso, ci opponiamo a questo scempio e proponiamo di urlare tutti insieme il nostro NO, attraverso qualsiasi mezzo, lecito o meno, reputando in tali necessità più che legittima la filosofia Machiavelliana!
Francesco Brizioli, Liceo Scientifico Alessi
ASSEMBLEA 4 Novembre
Sosteniamo la scuola pubblica italiana
Si sta allargando sempre più nelle scuole umbre l’iniziativa di astenersi da viaggi di istruzione e attività aggiuntive.
La protesta si muove. Oltre che all’Alessi e al Mariotti, da cui è partita, si mobilitano anche molti altri istituti dentro e fuori Perugia: Istituto Bernardino di Betto, ITIS Volta, Liceo Scientifico Spoleto, Liceo Classico Properzio, Liceo Scientifico Galilei, I.I.S. Pascal, Istituto Arnolfo di Cambio, IPSIA Foligno..
L’idea forte che si vuole mettere in risalto è che la protesta in atto non riguarda solo
gli insegnanti, ma tocca la sensibilità di tutti quelli a cui sta a cuore la scuola – studenti e genitori innanzitutto.
Incontriamoci in un’ assemblea cittadina
4 Novembre ore 16.00
Sala della Partecipazione del Consiglio Regionale
Piazza Italia. Perugia.
Sono previsti interventi di:
Insegnanti di ogni grado e ordine di scuola
Studenti
Genitori
Ricercatori dell’Università
Sindacati della scuola
Coordinamento Docenti per la Scuola Pubblica – Perugia
http://docentiscuolapubblica.blogspot.com
Comunicato stampa
Coordinamento docenti per la scuola pubblica
2 novembre 2010
Anche a Perugia e provincia sta montando, come in tutto il Paese, la protesta degli insegnanti di ogni grado e ordine di scuola contro i tagli del governo che riducono la qualità dell’offerta formativa. È tempo che i genitori conoscano le difficoltà in cui oggi si svolge l’attività didattica dopo la “razionalizzazione delle risorse” nella scuola primaria e secondaria.
Per questo abbiamo organizzato un’Assemblea cittadina che si svolgerà nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni (Consiglio regionale) il 4 novembre alle 16.00 alla quale invitiamo la stampa, le televisioni e soprattutto i cittadini.
L’iniziativa, nata in parte spontaneamente e in parte guidata dai sindacati, vuole comunicare alla stampa e all’opinione pubblica l’adozione di nuove forme di astensione dal servizio. Noi continueremo a garantire il regolare svolgimento dei compiti connessi ai doveri contrattuali (lezioni, attività collegiali, azioni connesse alla realizzazione dell’offerta formativa) ma ci asterremo da tutte le altre attività non obbligatorie (come sostituzioni, prestazioni eccedenti) e, con profondo rammarico, anche dal programmare viaggi di istruzione, visto che è stata cancellata la diaria (ben 4 euro al giorno!) per gli insegnanti accompagnatori, a fronte di una vigilanza, dovuta e necessaria, di 24 ore su 24.
Altre misure, inoltre, penalizzano ulteriormente il lavoro del personale della scuola: il mancato rinnovo di contratti per i docenti precari e per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che, negli anni, sono stati indispensabili per il funzionamento della scuola come pure il blocco degli scatti di anzianità nel triennio 2009 -2011, i cui effetti incideranno anche sui trattamenti di fine servizio e sulla pensione.
La nostra protesta, tuttavia, non nasce dalla semplice rivendicazione sindacale: ciò che ci preme di più è di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul pericolo che corre la scuola: l’aumento del numero degli alunni nelle prime classi (27 -31) che rende precaria la sicurezza e danneggia l'attività didattica; la soppressione dei corsi sperimentali che dequalifica e impoverisce l'offerta formativa; il taglio delle risorse per le attività di sostegno e recupero che priva gli alunni più deboli dei necessari interventi personalizzati; la riduzione dei fondi per le supplenze e la saturazione delle cattedre a 18 ore che riduce la disponibilità di personale per le sostituzioni e produce una diminuzione del numero di ore e di giorni di lezione effettivi per gli studenti.
Di fronte al quadro positivo, anzi di ottimismo, che descrive il Ministro Gelmini noi vogliamo descrivere la “scuola reale”: le scuole pubbliche vantano un credito nei confronti del Ministero di 1,2 miliardi di euro; negli ultimi 2 anni si è fatto fronte al funzionamento dei servizi con il contributo gratuito delle famiglie versato al momento delle iscrizioni; già nell’ottobre del 2008 il governo aveva calcolato 20 miliardi di euro per mettere le scuola in sicurezza, ma ad oggi non ci sono finanziamenti; la “riforma epocale” delle scuole va avanti nonostante i pareri negativi del Consiglio di Stato, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e le diverse sentenze di illegittimità del TAR.
La crisi che investe la società colpisce duramente anche la scuola, di cui nessuno di noi nega limiti e inefficienze; ma proprio quando di fronte alle incertezze del futuro si dovrebbe rispondere assicurando ai nostri figli più saperi e più competenze, gli insegnanti e la scuola vengono lasciati da soli, senza mezzi adeguati e fatti oggetto, spesso, di una campagna denigratoria.
Questa protesta spontanea unisce in alcuni casi anche il 70% dei docenti delle singole istituzioni, per la prima volta, forse, al di là delle appartenenze politiche; segno che si avverte il pericolo che minaccia la stessa qualità e libertà d’insegnamento, i principi costituzionali del diritto allo studio, della gratuità della scuola dell’obbligo, della scelta educativa delle famiglie, ma anche la sicurezza delle strutture.
L’Assemblea del 4 novembre sarà, dunque, l’occasione per riaprire un dialogo con le famiglie, le istituzioni locali, le forze politiche sul ruolo della scuola pubblica nella società di oggi.
Il Liceo Scientifico di Spoleto aderisce alla protesta
DICHIARAZIONE DI UN GRUPPO DI DOCENTI DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE “ A. VOLTA” DI SPOLETO SULL’ASTENSIONE DALLE ATTIVITÀ NON OBBLIGATORIE
Di fronte all’opera di graduale smantellamento nei confronti della scuola pubblica italiana, i docenti del Liceo Scientifico di Spoleto che sottoscrivono questo documento hanno scelto, con rammarico, l’astensione dall’effettuare alcune attività non obbligatorie, pur considerate un arricchimento per la formazione. Tale astensione assume la valenza di protesta per difendere i nostri diritti di lavoratori senza venir meno ai doveri contrattuali: lezioni, attività collegiali, azioni connesse alla realizzazione dell’offerta formativa.
Con questa iniziativa non si vogliono creare contrapposizioni fra docenti e famiglie o docenti e studenti, ma rendere tutti coscienti delle difficoltà in cui versa la scuola, affinché tutti contribuiscano a far sentire il proprio disagio dal proprio punto di vista.
I punti maggiormente critici e dannosi sono i seguenti:
· la crescita del numero degli alunni per classe che rende precaria la sicurezza e arreca grave danno all’efficacia dell’attività didattica;
· la dequalificazione e l’impoverimento dell’offerta formativa che derivano dall’azzeramento dei corsi sperimentali;
· il taglio delle risorse per il funzionamento della scuola e, in particolare, per le attività di sostegno e recupero che priva gli alunni più deboli dei necessari interventi personalizzati;
· il taglio dei fondi per le supplenze e la saturazione delle cattedre a 18 ore e oltre, che riduce la disponibilità di personale per le sostituzioni e produce, dunque, una diminuzione del numero di ore e di giorni di lezione effettiva per gli studenti;
· il mancato rinnovo di contratti per docenti precari e per personale amministrativo, tecnico e ausiliare che, negli anni, sono stati indispensabili per il funzionamento della scuola;
· la mancanza di un piano nazionale preventivo e diffuso di aggiornamento dei docenti sui nuovi indirizzi e programmi di studio;
· l’avere applicato la riforma con forzature nei tempi e nei metodi nonostante i pareri negativi del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e le diverse sentenze di illegittimità del TAR.
Tutti questi fattori concorrono ad un notevole abbassamento della qualità della scuola pubblica con grave danno per gli studenti.
A tutto ciò si aggiunga che per i viaggi d’istruzione, che comportano un impegno totale degli insegnanti e notevoli responsabilità per gli stessi dal punto di vista penale e civile, non è previsto alcun compenso o rimborso spese nel totale disconoscimento del lavoro svolto,
pertanto
i sottoscritti docenti, aderendo alla protesta che sta coinvolgendo un notevole numero di scuole in tutto il paese, decidono, per questo anno scolastico, di:
· astenersi dall’effettuare viaggi d’istruzione;
· non dare disponibilità ad effettuare ore di supplenza e di eccedenza non obbligatorie;
· ridurre drasticamente l’adesione a progetti espressamente non previsti dal POF.
Con la presente ci rivolgiamo in particolare agli alunni ed alle famiglie perché comprendano il significato e la validità della nostra protesta.
Spoleto, 30 ottobre 2010
I docenti
martedì 2 novembre 2010
Sarà comunque un successo
L'assemblea del 4 Novembre, incontro in cui i docenti avranno finalmente una voce e si apriranno al confronto con la cittadinanza, sarà comunque un successo. Gli insegnanti che si mobilitano e parlano in pubblico sono una gran bella novità. Think positive!
Lorella Marini
Lorella Marini
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